News 2015

Novara, 23 Dicembre 2015
E' Natale - Madre Teresa di Calcutta.
 
E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
 
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
 
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
 
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
 
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
 
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
 
Civitas augura un Felice Natale e un 2016 ricco di serenità.
 


Novara, 19 Dicembre 2015
La nostra vetrina politica è allestita.
 
In pieno centro, Civitas è presente con il proprio logo.
 
Abbiamo deciso di non tappezzare la città di enormi manifesti, ma le nostre azioni sono rivolte a far conoscere il progetto Civitas.
 
Un progetto nato con uno scopo specifico, far tornare i novaresi a occuparsi della politica cittadina.
Non una semplice lista civica, ma un’organizzazione che vuole esprimere un’opinione e dar modo ai novaresi di avere una valida alternativa di fronte a questo desolante panorama politico.
 
Cittadini senza vincoli di partito che insieme possono cambiare il modo di amministrare una città.
 

Manifesto Civitas Novara (Foto: M.Mormile)


Novara, 18 Dicembre 2015
In difesa della nostra civiltà e delle nostre tradizioni.
 
Non possiamo stare a guardare la nostra civiltà e le nostre tradizioni andare a rotoli per un malinteso senso dell’accoglienza, dell’integrazione o sotto i colpi del terrorismo.
Né possiamo perdurare negli errori. Sappiamo che il cancro del terrorismo islamico è diffuso, sta dentro le nostre contrade. Dobbiamo provvedere qui e subito facendo da subito quello che non abbiamo fatto prima:
1. rivendicare identità e tradizioni senza cedimenti e senza paura;
2. accoglienza sì, ma a condizioni ben precise: impronte digitali per tutti e non accoglienza per chi rifiuta di farsi registrare;
3. integrazione sì, ma nel senso dell’accettazione da parte dello straniero delle nostre tradizioni, dei nostri costumi, delle nostre regole e delle nostre leggi;
4. rimpatrio obbligato di chi, trascorso un periodo di tempo congruo, non possa dimostrare di avere un’attività sufficiente al proprio onesto mantenimento;
5. luoghi di culto aperti a tutti, come sono aperte a tutti le chiese cattoliche, e traduzione in lingua italiana simultanea, certificata e registrata di discorsi, dialoghi e preghiere in lingue straniere;
6. protezione civile, che per logica comprende anche immigrati e immigrazione, affidata in toto alle Forze Armate;
7. ripristino della leva obbligatoria ed estensione della stessa agli immigrati, con l’alternativa del servizio civile;
8. espulsione immediata degli stranieri non registrati.
 
Mancanza di carità? Niente affatto.
Non c’è traccia nel realismo cristiano di un certo genere di pacifismo. Né quello romantico e utopico, né tanto meno quello ipocrita e in mala fede.
 
Il realismo cristiano non si sottrae. Guarda in faccia la natura umana e le cose del mondo. Dunque chiede a ciascuno e a tutti un continuo, personale, concreto impegno di aiuto ai più deboli. Chiede alla comunità internazionale, e quindi anche a quella nazionale, sistemi di legittima difesa dei singoli e della collettività. Chiede azioni e misure di protezione degli innocenti. Condanna l’oppressione, il terrorismo e l’ingiustizia.
“Di fronte all’ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici”. Così Benedetto XVI a Ratisbona. Discorso contestato e dimenticato. Il primato della giustizia è una costante nel realismo cristiano. Certo, non una giustizia qualsiasi. La giustizia nella verità e nell’ordine da cui soltanto si genera la pace. Pace che, scrive sant’Agostino nel De Civitate Dei, “non è semplicemente assenza della guerra, ma è la tranquillità dell’ordine”.
E ancora Benedetto XVI, riprendendo sant’Agostino, in una mirabile e chiarissima sintesi del realismo cristiano, nel suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace: “Non c’è pace senza verità. La menzogna impedisce la pace. La menzogna di coloro che riducono la pace a semplice assenza di conflitti armati. La pace – disse il Papa – è invece il risultato di un ordine in cui regnano verità, giustizia e libertà. Non si può parlare di pace quando viene a mancare l’adesione all’ordine trascendente delle cose, come pure il rispetto di quella grammatica del dialogo che è legge morale universale, scritta nel cuore dell’uomo; quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali; quando tanti Popoli sono costretti a subire ingiustizie e ineguaglianze intollerabili”.
 
Verità. Ordine. Giustizia. E’ responsabilità di ciascuno di noi.
 

Presepe (Foto: M.Mormile)


Novara, 17 Dicembre 2015
Secondo incontro Civitas.
 
Proseguono gli incontri di Civitas per dialogare con i cittadini interessati a conoscere meglio il metodo e i principi fondanti che hanno portato l’associazione a costituirsi lista civica in previsione delle prossime elezioni amministrative.
Alla presenza di una trentina di persone, Gian Carlo Paracchinicandidato sindaco – ha ripreso il metodo e alcuni dei 12 punti fondamentali, in particolare quello riguardante il metodo manageriale, che prevede la valorizzazione delle risorse umane (motore della macchina amministrativa) e della gestione del capitale.
A seguire l’importanza della valorizzazione della professionalità del personale (dirigenti/impiegati) che oggi lavorano nell’amministrazione comunale ma non sempre sono valorizzati con incarichi/mansioni adeguate.
 
Non è mancato un passaggio riferito al necessario coinvolgimento degli amministratori (assessori) con i cittadini e naturalmente la trasparenza e rendicontazione pubblica.
 
In effetti tutti parlano di partecipazione, ma come attuarla? I due anni di attività di Civitas come associazione sono in effetti serviti ad approfondire i molteplici aspetti dell’apparato amministrativo per avere delle risposte e soluzioni concrete ed attuabili.
Il cuore di tutto rimangono, come sottolineato più volte, i cittadini e il loro coinvolgimento diretto, proattivo e costante. I cittadini “al centro”.
 
Non è mancato un riferimento a quanto uscito su La Stampa rispetto alla “carica delle liste civiche” (al momento 6 a Novara): per Civitas infatti è fondamentale diffondere il più possibile tra i cittadini la conoscenza e consapevolezza che siamo una vera e propria lista civica (non civetta), né di destra né di sinistra, ma che vuole unire le competenze professionali del territorio al servizio della Città (servire e non servirsi).
 
L’incontrro viene chiuso con una “parabola” sull’indifferenza, tratta da Il Brevario Laico di Monsignor Ravasi, che ben visualizza il momento che la nostra società sta vivendo e che come Civitas vogliamo superare con proposte concrete e realizzabili, ma soprattutto condivise.
 
Gli incontri riprenderanno subito dopo le festività natalizie e verranno indicati su questo sito.
 

Gian Carlo Paracchini (Foto: D. Ascone).

Gian Carlo Paracchini e Christian De Grandis (Foto: D. Ascone).


Novara, 14 Dicembre 2015
Quelli che... le volpi e altre specie.
 
Povere volpi, tirate in ballo a sproposito. Dovrebbero fare una class action per difendere la loro onorabilità. Ma forse non lo fanno perché mal comune mezzo gaudio.
Infatti sono tante le specie animali coinvolte in questo periodo di campagna elettorale che tormenta i cittadini novaresi.
 
Ci sono le volpi. Poi ci sono le pulci che s’attaccano dove possono pur di avere un qualcosa da succhiare.
 
Ci sono le volpi. Poi ci sono i camaleonti che cambiano colore alla ricerca del posto giusto in cui accomodarsi, anche quando non è stagione.
 
Ci sono le volpi. Poi ci sono i serpenti che fanno la muta quando fa loro comodo, con una frenetica concorrenza alle pulci e ai camaleonti.
 
Ci sono le volpi e poi ci sono i ragni pelosetti, che tessono, tessono, tessono e disfano e tessono sperando che qualche ingenuo cada nella rete.
 
Insomma. Qui siamo in un vero zoo che Noè non era nessuno.
 
Va bè, cari Concittadini, mettiamola sul ridere. Che è Natale e la bontà si impone.
 
Però che ci possa venire il nervoso è comprensibile. Dunque noi Cittadini di Civitas è da quel dì che giriamo per la città a chiedere come si sentono i Novaresi. Ma noi mica siamo in politica da anni e anni, come lor signori che giacevano chi nelle Giunte comunali, chi nei Consigli, chi nelle Commissioni Comunali. Chi come Revisore dei Conti.
Noi non c’eravamo. E quelli che invece c’erano e che adesso vanno a interrogare (forse sì o forse anche no) i Cittadini che ci stavano a fare nelle stanze dei bottoni? E che ne dite dell’hashtag a cui noi Cittadini dovremmo mandare i nostri pareri?
E che ne dite delle tante interrogazioni in Consiglio Comunale che fanno riferimento a notizie date dalla stampa locale, come se il Consiglio Comunale (gente eletta dai Cittadini!) non fosse stato informato di nulla?
 
Qualche Cittadino che ci segue dice che ci copiano. Tanto meglio. Speriamo che sappiano copiare.
Noi non siamo invidiosi. A noi piace quello che dice san Paolo apostolo nella lettera ai Filippesi 2, 3-4: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.”
 


Novara, 9 Dicembre 2015
La famiglia da salvare.
 
E’ quasi sempre vero che chi non considera i numeri di rado dice cose rilevanti. In sociologia si dice che “chi non conta, non conta”. Tanto che all’inizio, la sociologia si chiamava “statistica morale”.
 
Consideriamo dunque i numeri. Oggi, in Italia, siamo circa 60 milioni. Le proiezioni per il futuro dell’ISTAT e di istituti universitari specializzati, prevedono 62 milioni nel 2036. Questo aumento della popolazione italiana è dovuto interamente all’immigrazione. Inoltre: nei prossimi 50 anni gli immigrati potrebbero salire – secondo l’attuale trend – da 4 a 13 milioni, mentre gli italiani saranno 9 milioni in meno.
Quindi tra pochi decenni un abitante dell’Italia su 5 sarà uno straniero senza passaporto italiano e molti abitanti con passaporto italiano saranno immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza.
 
Tuttavia, nonostante il numero di stranieri che nascono in Italia sia destinato a raddoppiarsi nei prossimi 50 anni, questo non basterà a compensare il calo di natalità tra gli italiani, che è già oggi il più basso del mondo.
Insomma: i bambini italiani sono una specie in via di estinzione.
In compenso ci saranno tanti nonni. Più nonni che nipoti. Anzi, sempre secondo le proiezioni citate, nel 2028 ci saranno più bisnonni, con più di 80 anni, che pronipoti, cioè bambini con meno di 10 anni.
 
E come la metteremo con le pensioni? Sono pie illusioni: l’ulteriore aumento dell’età pensionabile; immaginare che le pensioni saranno pagate dagli immigrati. Impossibile la prima ipotesi, che provocherebbe l’ennesimo sconvolgimento sociale e politico. Fantasiosa la seconda ipotesi: i primi immigrati incominciano ad arrivare alla pensione adesso.
E c’è di più. Nel 2030 andranno in pensione i nati del baby boom degli anni ’60.
Morale: la popolazione nuova diminuisce, gli italiani diminuiscono. Invece il numero dei pensionati è destinato a rimanere costante.
 
Non è tutto. Molti di quegli italiani che saranno riusciti a nascere, saranno un costo per il Paese – scuola e sanità – ma non contribuiranno al prodotto interno lordo, il PIL, perché andranno a lavorare all’estero. Mentre rimarranno in Italia i pensionati e gli ammalati di cui si dovrà occupare lo Stato, cioè i contribuenti.
 
Non ci vuole un genio per capire l’unica soluzione razionale è il rilancio della famiglia. Ecco allora altre dolenti note. Dice l’ISTAT che nei dieci anni tra gli ultimi due censimenti il numero di separati e divorziati è passato da 1.530.543 a 2.658.943; il 50% dei separati/divorziati ha un’età compresa tra 35 e 54 anni; nel 1971 la famiglia media era composta da 3,3 persone; nel 2011 i componenti si sono ridotti a 2,4 persone.
Non ci sono ancora ampie statistiche, ma i sociologi sono per lo più d’accordo nel dire che i numeri attuali c’entrano molto con i modelli alternativi alla famiglia tradizionale generativa. Più modelli alternativi di famiglia, meno famiglie generative. Meno famiglie generative, meno figli.
 
Dunque la denatalità è un costo.
Nascere è un processo biologico, naturale nella famiglia tradizionale generativa.
Al di fuori della famiglia tradizionale generativa nascere non è soltanto un processo biologico; tanto che le conseguenze non sono ancora tutte conosciute e non sono ancora state tutte codificate.
 
Se non aumentano le nascite tutti i problemi di oggi saranno decuplicati.
E l’unico modo di far aumentare le nascite è scegliere, nella politica e nella cultura, da parte di tutti, credenti o atei, laici o laicisti, la famiglia.
La famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna.
 


Novara, 2 Dicembre 2015
Porta un amico in Civitas.
 
Si è svolto ieri sera presso l’Hotel la Bussola di Novara il 1° incontro pubblico della lista civica Civitas.
 
Gian Carlo Paracchini e gli associati di Civitas presenti hanno interagito con il pubblico descrivendo i presupposti e i motivi della nascita di questa lista che si presenterà alle elezioni della primavera prossima.
 
Molta la partecipazione e tanti gli interventi dal pubblico.
 
Le parole chiave evidenziate durante la serata sono: Idee, Partecipazione e Innovazione.
 
Idee, quelle buone che sono fondamentali per avere chiaro la strada di Civitas e dei novaresi.
 
Partecipazione, non solo di tutti i cittadini, ma anche delle associazioni presenti in città alla vita amministrativa del nostro Comune.
 
Innovazione, sia nel metodo che nei concetti per non commettere più gli errori del passato e guardare avanti, per una Novara migliore, una Novara tutta nostra.
 
Civitas ha congedato l’assemblea rinnovando l’appuntamento al prossimo incontro che verrà programmato a breve.
 


Novara, 25 Novembre 2015
Cala Trinchetto. I trionfalismi fuori luogo di Ballarè.
 
Noi Cittadini crediamo ancora che un Sindaco debba essere per la sua Città come un buon padre di famiglia. E come un buon padre di famiglia conduce la sua famiglia magari nel silenzio, con umiltà, con il massimo impegno. E si preoccupa della formazione, della cultura dell’economia della propria famiglia; non si vanta dei risultati raggiunti e confida e chiede perdono per gli errori fatti.
 
In una di queste affissioni si legge “Novara si è fatta furba, 58.000 turisti grazie ad Expo”.
 
Infatti:
• Bergamo, 115.000 abitanti, 934.000 presenze;
• Como, 84.000 abitanti, 755.000 presenze;
• Varese, 81.000 abitanti, 1.050.000 presenze.
Tutte Città simili alla nostra Novara, popolose quanto la nostra Novara e…molto più distanti e mal raccordate con Expo.
 

 (Foto: M.Mormile).

E’ abbastanza semplice notare quindi che in confronto alle altre Città non abbiamo – e sottolineiamo non abbiamo invece di dire non avete come verrebbe spontaneo, perché noi Cittadini siamo capaci di assumerci le nostre responsabilità, ciascuno nel proprio ambito – un buon rapporto abitanti/presenze turistiche.
Sicchè non c’è niente di cui vantarsi, anzi ci sarebbe proprio da stare zitti.
 
Signor Sindaco, ci permetta di suggerirle di sostituire i manifesti di trionfi inesistenti con qualcosa di più consono alla sua posizione e alla verità. Non si vergogni di ammettere i suoi limiti e i suoi sbagli. Faccia la cosa giusta. Comunichi in modo giusto: dei bei manifesti in cui chiede scusa di tante opportunità mancate, di tante presunzioni, di tante verità non dette. Si sentirà meglio e, forse, un po’ più Sindaco.
 


Novara, 24 Novembre 2015
Comunicato stampa: E' on line il sito internet di Civitas Novara. Il sito raccoglie opinioni e suggerimenti dei novaresi.
 
Nata come associazione, e da oggi lista civica a tutti gli effetti, Civitas Novara inaugura il suo sito internet, con l'obiettivo di far conoscere meglio ai cittadini la propria attività, il metodo e i principi ispiratori.
 
Si tratta di una novità alla portata di tutti, che vuole soprattutto essere uno strumento di dialogo quotidiano con i novaresi, chiamati a offrire un contributo, sotto forma di opinione, consiglio o segnalazione, da condividere con gli altri utenti del web, prima e dopo le elezioni.
 
“Il sito internet - spiega il candidato Sindaco, Gian Carlo Paracchini - è stato creato come un libro ed è tutto da sfogliare e da leggere; i nostri studi e approfondimenti sono inseriti all'interno della sezione Linee Guida, dove è possibile comprendere la nostra idea di politica e di amministrazione. Il sito è lo strumento più immediato per comunicare una nuova visione di città, quella che è alla base del nostro approccio politico”.
 
Il sito viene aggiornato quotidianamente e i cittadini possono interagire con Civitas attraverso Facebook e Twitter.
 
“Convinti sostenitori della trasparenza e del valore dell’informazione - dice ancora Paracchini - ci auguriamo che, giorno dopo giorno, il nostro progetto trovi condivisione tra i novaresi che visiteranno il sito, vorremmo costruire la campagna elettorale anche con il contributo dei cittadini, che da oggi possono unirsi a noi e alla nostra idea di città”.
 
Per i Cittadini, con i Cittadini.
 
Ufficio Stampa Civitas
Cell 327 5819405

 


Novara, 10 Novembre 2015
La Nuova Era e Civitas insieme per le amministrative del 2016
 
Martedì 10 novembre si è svolto un incontro tra i rappresentanti della lista civica Civitas e i soci dell’associazione culturale “La Nuova Era” alla presenza del candidato sindaco dott. Gian Carlo Paracchini.  
Dopo un’approfondita disamina dei vari problemi che attanagliano attualmente la città di Novara ed aver constatato la completa comunanza di intenti circa l’affermazione di valori etici, la ricerca del bene comune e l’amore per la nostra città, si è deciso di unire le forze per le elezioni amministrative della prossima primavera.  
Siamo sicuri che, insieme, potremo portare il nostro decisivo contributo per progettare e costruire una città a misura di tutti.
 


Novara, 5 Novembre 2015
Tu vuoi. Noi vogliamo
 
Tu vuoi che la politica sia un servizio e non un redditizio mestiere.
Lo vogliamo anche noi.
Tu vuoi che non ci siano più politici di carriera, sempre gli stessi.
Lo vogliamo anche noi.
Tu vuoi che in politica ci vadano persone meritevoli, capaci di ascoltare e scegliere l’interesse dei cittadini e non quelli di un partito.
Lo vogliamo anche noi.
Tu vuoi che le tue tasse ti ritornino nel soddisfacimento dei tuoi bisogni e nel soddisfacimento dei bisogni collettivi.
Lo vogliamo anche noi.
Tu vuoi che il tuo presente e il tuo futuro non siano merce di scambio tra politicanti e partiti.
Lo vogliamo anche noi.
Tu vuoi che gli amministratori pubblici siano persone serie, con una vita e una storia personale esemplari.
Lo vogliamo anche noi.
 
Noi cittadini, insieme, possiamo migliorare le cose e fare le cose migliori.
 


Novara, 4 Novembre 2015
Una città per noi
 
Noi cittadini di Civitas vogliamo che Novara sia una città, al centro e in periferia, dove possiamo sentirci a casa nostra; dove sia possibile e piacevole incontrarsi, conoscersi, condividere.
E’ un desiderio legittimo, una esigenza di bene e di ben-essere.
 
Non si può accettare, nel XXI secolo e dopo tanto parlare, che ci siano ancora barriere architettoniche.
 
Non si può accettare che la manutenzione di strade e marciapiedi e viali e parchi e parchetti si faccia solo in prossimità delle elezioni.
 
Non si può accettare che non ci siano panchine di sosta lungo le strade e nelle piazze.
 
Non si può accettare che la nostra città sia sfregiata da mercati e mercatini di basso livello, che penalizzano i luoghi storici e d’arte; e offendono lo sguardo; e danneggiano gli ambulanti e i commercianti che vogliono offrire prodotti di qualità.
 
Non si può accettare la maleducazione di pochi che sporcano con carte, cartacce, mozziconi di sigarette e altro ancora buttato per strada.
 
Non si può accettare che non vengano raccolti gli escrementi dei propri cani (poveri cani, con dei padroni così!).
 
Noi cittadini di Civitas ne abbiamo abbastanza di pagare servizi che non ci sono o che non sono adeguati.
 
E voi?  


Novara, 10 Ottobre 2015
Ricostruiamo Novara si unisce a Civitas
 
E’ iniziato da alcune settimane il dialogo con le varie associazioni novaresi per costruire un alternativa valida per la città di Novara.
 
Novara necessita di un cambio di passo se vuole uscire da questa situazione di stallo che vede il perenne e poco costruttivo contrapporsi di interessi diversi a discapito del bene della collettività.
 
Ci vuole un cambiamento drastico, ma civile, determinato, ma pacifico, ambizioso, ma possibile con l’aiuto di tutti i novaresi.
 
I cittadini devono riappropriarsi dell’amministrazione pubblica.
L’attenzione alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini è alla base dell'azione di Civitas.
 
Questo percorso, fatto da idee di donne e uomini ha il chiaro intento di dare una sterzata al Comune di Novara.
 
Tale obiettivo può essere conseguito attraverso la costruzione di un nuovo rapporto di collaborazione tra amministrazione e cittadini.
 
La costruzione di un nuovo rapporto tra amministrazione e cittadini deve essere fondato sulla costante informazione e sul coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni pubbliche, superando una visione della partecipazione limitata alla sola raccolta delle preferenze e ponendo maggiore enfasi sul ruolo attivo dei cittadini.
 
Con queste basi e facendo propri i principi ispiratori di civitas, il gruppo Ricostruiamo Novara, guidato dal giovane e intraprendente Christian De Grandis, ha deciso di unirsi al nostro percorso politico.
 
Con Ricostruiamo Novara e tutte le associazioni che vorranno far parte della grande famiglia di Civitas possiamo portare una ventata di aria nuova e di ricostruzione civica sotto la cupola Gaudenziana.
 
Queste forme di impegno, questa voglia di darsi da fare per cambiare le cose in prima persona significa “fare politica” in maniera autentica e concreta.
 


Novara, 8 Ottobre 2015
Civitas fuori dal mucchio
 
Noi di Civitas siamo sempre quelli del manifesto pubblicato il 26 giugno 2015 in L’Azione e il 29 giugno in Il Corriere di Novara.
Siamo cittadini per cui la politica è servire, non servirsi.
Siamo cittadini liberi dai se e dai ma dei partiti.
Siamo cittadini convinti che si deve e si può amministrare con efficacia ed efficienza oltre ogni inutile rivalità.
Siamo cittadini che nell’Amministrazione pubblica esigono coscienza, etica, fermezza e, se occorre, intransigenza.
 
Noi di Civitas siamo sempre quelli che hanno candidato sindaco Gian Carlo Paracchini fin dal 6 agosto 2015, con un comunicato stampa pubblicato, impegnativo, senza equivoci sulle responsabilità e i modi di una Amministrazione pubblica con al centro sempre i cittadini.
 
Noi di Civitas ci richiamiamo a tre aree culturali:
• il cristianesimo, i cui dettati valoriali sono alla base della civiltà occidentale;
• il liberalesimo, come portato laico del cristianesimo;
• l’europeismo, come essenza di progresso e di opportunità.
Con etica e morale a governare idee, progetti, azioni.
 
Calati nella politica e nella visione di Novara, per Civitas questi principi si concretizzano e diventano operativi:
1. nell’approccio gestionale e meritocratico della macchina comunale;
2. nel criterio manageriale della gestione della cosa pubblica;
3. nella valutazione delle priorità, con la persona – il cittadino e i suoi bisogni – in capo a tutto e a tutti;
4. nella scelta di una vera responsabilità amministrativa e politica con conseguente rendicontazione ai cittadini di ogni centesimo incassato e speso;
5. nel considerare la politica come autentico servizio di scuola sturziana e rosminiana.
 
Noi di Civitas stiamo incontrando da molto tempo i cittadini come noi, senza schede e sondaggi di comodo, mettendoci personalmente tempo, volontà, fatica, attenzione, faccia.
Noi di Civitas siamo cittadini che nelle risposte dei concittadini hanno trovato il coraggio di fare la loro parte in politica come società civile. Lo faremo fino in fondo, con mezzi nostri e l’aiuto di quelli che vorranno andare avanti.
 


Novara, 10 Settembre 2015
Il Corriere di Novara
 
Il corriere di Novara del 10 Settembre 2015


Novara, 20 Agosto 2015
La coerenza di Gian Carlo
 
Coerenza. E’ una caratteristica forte di Gian Carlo Paracchini, riconosciuta e apprezzata anche da chi si è trovato o si trova su posizioni culturali diverse, che fa di lui un uomo di parola, uno che quando dice una cosa ci crede e la fa.
 
Coerenza anche nel suo percorso politico, guidato sempre e soltanto dalla ricerca di un luogo, un partito che fosse espressione e portatore dei principi cristiani, da sempre e per loro natura i più aperti agli altri, nelle dinamiche interne e nelle proposte socio-economiche.
 
Una necessità intellettuale e morale a cui non gli è stato possibile sottrarsi e che lo ha portato a fondare Civitas insieme ad amici che, come lui, pensano che formarsi e diffondere cultura siano un dovere, la condizione necessaria per far crescere le persone e la società senza condizionamenti e opportunismi.
 
Nel cammino delle conoscenze, che sono alla base delle buone decisioni, nel confronto e nel ragionamento, Civitas accoglie tutti e tutte le idee, perché non c’è vera cultura senza comprensione e senza condivisione. Dimostrando che è possibile andare d’accordo, quando gli obiettivi sono frutto di una sincera volontà di bene. In Civitas si cresce anche nei contrasti e nelle diversità, nelle passioni di storie personali, in fedi che non sono mai lontane tra loro quando ci sono lealtà e fiducia reciproca.
 
Questo approccio è quello che Gian Carlo pensa e vuole per un governo di Novara. Che deve davvero rappresentare tutte le anime della Città, con quelle competenze e quella preparazione che consentono di vedere le cose per quello che sono, senza filtri, e di trovare soluzioni vere a cui tutti possano e sappiano lavorare.
 


Novara, 5 Agosto 2015
La scelta di Gian Carlo
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Abbiamo chiesto alle persone che cosa volessero dalla Politica. Ci hanno parlato di onestà, trasparenza, affidabilità, educazione, altruismo, generosità, preparazione, cultura, volontà, determinazione, indipendenza dai partiti.
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Abbiamo ascoltato le persone e tracciato il profilo del Politico, come risultava da quello che le persone ci dicevano. Poi lo abbiamo ancora e ancora corretto e aggiornato, in modo che davvero corrispondesse a quello che le persone ci dicevano.
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Abbiamo fatto delle ipotesi. Abbiamo indagato il profilo di uomini e donne novaresi noti e meno noti, certamente tutti stimati e stimabili, a cui proporre un impegno politico. Abbiamo confrontato il loro profilo con quello indicato dalle persone.
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Siamo tornati dalle persone, con le nostre ipotesi. Abbiamo di nuovo ascoltato i pro e i contro, abbiamo di nuovo verificato attitudini, comportamenti, caratteristiche oltre le apparenze, le doti professionali, gli incarichi di prestigio.
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Abbiamo selezionato i profili fino ad averne due. Diversi, ma ugualmente rispondenti ai desiderata e alle aspettative delle persone. Ci siamo confrontati e abbiamo esaminato opportunità e obiezioni, senza trascurare nulla.
 
Noi di Civitas abbiamo fatto così.
Abbiamo concordato che la scelta del candidato sindaco di Civitas per le prossime elezioni amministrative dovesse privilegiare l’esperienza, la coerenza, le prove superate.
L’esperienza, che serve a correggere gli errori e non farne altri.
La coerenza, che serve a garantire la parola data.
Le prove superate, che servono a conoscere, comprendere, risolvere, condividere.
Dunque, in un sintesi, un candidato sindaco di cui fidarsi e a cui affidarsi.
 
Noi di Civitas facciamo così.
Il nostro candidato sindaco di Novara è Gian Carlo Paracchini.

Gian Carlo Paracchini (Foto: M.Mormile).


Novara, 5 Agosto 2015
Comunicato stampa: Servire, non servirsi
 
Il dott. Gian Carlo Paracchini è il candidato sindaco di Civitas, l’associazione di cittadini che presenterà una lista civica alle prossime elezioni comunali.
L’approccio del candidato allo studio delle necessità e alla soluzione dei problemi di Novara è definito fin d’ora nei seguenti 12 punti:
 
1. Gestire in modo manageriale l’amministrazione pubblica e la macchina comunale;
2. Valorizzare le professionalità esistenti nell’amministrazione pubblica, prima e invece di assoldare consulenti a pagamento;
3. Accogliere le buone proposte da qualunque parte provengano, senza pregiudizi;
4. Costituire un comitato di cittadini di consultazione permanente per analizzare priorità, problemi e soluzioni;
5. Costituire un comitato di specialisti che possano essere consultati, senza oneri, secondo necessità e in ragione delle loro competenze;
6. Definire e mantenere calendario e modalità di incontri tra gli assessori di riferimento e onlus, associazioni ed enti che a diverso titolo operano in favore dei cittadini;
7. Adottare ampiamente i criteri della sussidiarietà, sia per favorire lo start up di nuove attività, sia per salvaguardare le attività esistenti;
8. Richiedere agli assessori di redigere obbligatoriamente per ogni attività il conto economico, in modo che di ogni iniziativa si sappia, con precisa responsabilità dell’assessore in questione, l’uso dei soldi pubblici: quanto va a spesa, quanto va a servizio al cittadino;
9. Controllare e monitorare, sotto la responsabilità dell’assessore incaricato e dei dirigenti comunali di riferimento, ogni attività intrapresa, specialmente quelle date in appalto a qualsiasi titolo;
10. Istituire format di corrispondenza elettronica nel sito del Comune attraverso i quali i cittadini possono inviare segnalazioni e richieste, con l’obbligo di risposta da parte dell’assessore di riferimento e/o direttamente da parte del sindaco entro e non oltre 15 giorni;
11. Rendicontare trimestralmente e pubblicamente le attività portate a termine, intraprese e da intraprendere, indicandone motivazioni e vantaggi per i cittadini;
12. In concomitanza con l’approvazione di bilanci consuntivi e preventivi, comunicarne pubblicamente i dati, anche in forma sintetica e comprensibile ai cittadini.
Il dott. Gian Carlo Paracchini è già all’opera per esaminare lo status della Città e costituire una lista di candidati al Consiglio Comunale che sia rappresentativa di tutte le componenti socio-culturali di Novara.


Novara, 12 Luglio 2015
Tornare all'etica
 
La sicurezza sociale esige
• un adeguato livello di integrazione tra i soggetti che compongono la società, intendendo per integrazione la composizione delle parti in un ordine armonico in cui l’unità prende rilievo rispetto alle componenti senza comprimerle, anzi favorendo l'effettivo godimento dei diritti di ciascuno;
• un sano senso della legalità e della giustizia, per cui chi sbaglia deve pagare il prezzo dell’errore, senza se e senza ma.
 
Educare alla legalità significa sia educare a fare leggi giuste, sia a osservarle.
 
Gli uomini sono per natura esseri sociali; portati a essere non un agglomerato di individui giustapposti, ma una comunità di persone nella quale i bisogni e le aspirazioni di ciascuno, gli eguali diritti e i simmetrici doveri, si compaginano attraverso un vincolo solidale, finalizzato alla promozione della singola persona umana e del bene comune.
Ciò implica il riconoscimento di “regole di condotta”, le leggi, senza le quali nessuna società può reggersi, poiché esse sovrintendono il corretto e positivo sviluppo dei rapporti tra gli uomini, armonizzando le libertà individuali e indirizzandole verso la giustizia.
 
Perché la società possa godere di autentici principi di legalità sono necessari alcuni requisiti:
correttezza e trasparenza delle procedure che presiedono alla scelta delle norme e alla loro applicazione, cosicché siano controllabili le ragioni, le finalità e i meccanismi che le producono;
stabilità delle leggi stesse;
applicazione, anche coattiva, delle stesse, evitando favoritismi e inique discriminazioni che inevitabilmente danneggiano i deboli e gli onesti a vantaggio dei “forti” e dei “furbi”;
efficienza delle strutture sociali che garantiscono un agevole godimento dei diritti, scongiurando la beffa di diritti solo proclamati, ma non concretamente goduti;
attenzione agli interessi giusti e meritevoli, ma che mancano di una forte rappresentanza in grado di tutelarli e patrocinarli;
articolazione dei poteri per eliminare l’insidia che un potere sconfini dal proprio ambito di competenza e prevarichi su altri;
controllo tra poteri che non deve essere eluso a causa delle degenerazioni dei partiti politici o dei vari gruppi di pressione.
 
Requisiti ai quali serve un rinnovato sviluppo dell'etica personale e sociale. Il rilancio del senso della legalità implica infatti una riscoperta del legame tra norme generali e comportamenti particolari, tra valori dichiarati e loro concreta realizzazione. Senza etica personale e sociale, il principio di legalità rimarrà solo un principio. E così non può essere, perché c’è un nesso inscindibile tra etica, legalità e prosperità sociale.
 
Vale per la Nazione. Vale per ogni Amministratore Pubblico. Vale per Novara.
La trasparenza e l’onestà amministrative sono un dovere.
L’onestà intellettuale è una scelta valoriale.
Sono queste le qualità che Civitas esige.


Novara, 8 Luglio 2015
Logiche di partito? No, grazie
 
Civitas è un’associazione di cittadini e come tale non ha contaminazioni e non ne vuole avere con le logiche dei partiti. Le quali si alimentano di liti, papocchi, pastrocchi, compromessi per spartirsi il potere. Variabili come il tempo.
 
A noi cittadini interessano le persone, la collettività e il loro ben-essere. Che non devono essere secondari o strumenti o strumentalizzati per vincere una competizione elettorale.
 
A noi cittadini interessa vedere con gli occhi, con la mente e con il cuore la città, i suoi abitanti, i problemi e le soluzioni.
 
Questo è il nostro approccio per elaborare una proposta di programma amministrativo e questo è il nostro iter:
• ascoltare le persone, le comunità, le associazioni;
• esaminare la genesi e le ragioni delle necessità;
• verificare le dimensioni e la diffusione di tali necessità;
• studiare le soluzioni;
• sottoporre le soluzioni a verifica in termini di priorità e di fattibilità;
• proporre le soluzioni;
• guardare avanti e oltre.
 
In Civitas lavoriamo per aree e per temi.
Badando a che non ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Attenti a non fare promesse tanto facili quanto fasulle.
Attenti alla verità, anche quando può essere impopolare e fiduciosi nell’intelligenza delle persone.
Con l’umiltà di chi vuole servire, non servirsi.
Convinti che idee e proposte non devono essere messe al servizio del potere, ma al servizio dei cittadini.
Convinti che le buone idee non hanno targhe né collocazioni a destra o a sinistra e devono essere portate avanti da qualunque parte arrivino.


Novara, 6 Luglio 2015
Civitas e bene comune
 
Quando si parla di “bene comune” è opportuno sgombrare il campo dal modo equivoco con cui se ne usa e abusa da parte dei politici. Per i quali tutto quel che fanno finisce prima o poi didascalizzato, appunto, come “bene comune”.
 
Invece il concetto di bene comune, non è un’astrazione da utilizzare in termini autoreferenziali durante convegni o relazioni pubbliche: è un concetto che, correttamente inteso e applicato, deve stare alla base di qualunque progetto sociale capace di includere tutti i cittadini in egual misura e alla pari. Infatti il “bene comune” non è una somma di buoni provvedimenti, ma una moltiplicazione: se io ho un vantaggio da un provvedimento, ma qualcuno ha zero da quel provvedimento, il risultato è zero. Dunque per quanto buono il provvedimento, non lo si può spacciare come “bene comune”. E’ un po’ come la media del pollo: siamo in due, abbiamo un pollo, io mangio tutto il pollo…ma la media è che abbiamo mangiato mezzo pollo ciascuno!
 
Ecco perché il “bene comune” come principio funziona da barriera e da antidoto contro la tentazione, tipica dell’odierna politica, di fare le cose a favore di gruppi di pressione, poteri economici-finanziari e così via, in dispregio dell’interesse autentico della comunità e delle persone che la compongono.
 
Dunque una politica per il “bene comune” è quella che nelle decisioni include tutti i soggetti, creando un vero e proprio Capitale Connettivo composto da Amministrazione Pubblica e i cittadini, tutti i cittadini. In modo che sviluppo e ben-essere non siano privilegi, ma diritti di ognuno. In modo che il dibattito e l’azione politica abbiano obiettivi concreti e condivisi su lavoro, famiglia, salute, casa, giovani, anziani, ammalati, disabili, istruzione, territorio.
 
Le difficoltà contingenti non sembrano aver granché risvegliato la passione per il "bene comune", nonostante i pur alti e ripetuti richiami del massimo garante dell'unità nazionale, il presidente della Repubblica. Alcuni comportamenti privati di uomini politici, poi, segnati da un'impressionante decadenza etica, confermano la lontananza vistosa fra agire politico e tensione morale. Il "bene comune" appare disatteso, irrilevante: ne deriva una diffusa sensazione di disgusto verso gli scenari della politica, che in alcuni diventa tentazione di disimpegno e di qualunquismo, in altri perfino di rivolta.
Il servizio del "bene comune" implica, invece, la responsabilità e l'impegno per la realizzazione piena di tutti e di ciascuno come condizione fondamentale dell'agire politico. Questo è possibile solo se il "bene comune" è inteso come deve essere: non è la semplice risultante della spartizione dei beni disponibili, ma una meta che trascende ciascuno con la sua esigenza morale e proprio così ci accomuna.
 
Il bene comune è il criterio-guida di Civitas, che sottintende l’impegno a promuovere e tutelare la vita di tutti, a mettere al centro del pensiero e dell’azione la dignità di ogni persona umana, quale che sia la sua condizione, la sua storia, la sua provenienza e la sua cultura. Con lealtà e onestà intellettuale.
 
Una sua frase, quanto mai attuale, di Don Luigi Sturzo potrebbe essere la giusta conclusione a questa riflessione: “ E’ primo dovere dell’arte politica essere franco e fuggire all’infingimento, promettere poco [con attenzione alle priorità, non alle convenienze!] e mantenere quel che si è promesso”. E’ doveroso chiederci: quale classe politica della Prima e della Seconda Repubblica ha tenuto fede a questa regola?


Novara, 1 Luglio 2015
Emergenza casa
 
Disporre di un posto dove stare, di una abitazione dignitosa, è un’esigenza naturale, una delle condizioni essenziali per la qualità della vita della persona e del suo essere parte della società. Ed è un elemento fondamentale per la sicurezza.
 
Le politiche abitative devono quindi essere tra le priorità delle agende della Amministrazioni Pubbliche. Ma così non è.
 
La politica nazionale e locale, senza lungimiranza e senza piani operativi, ha “pensato” che la povertà abitativa – considerata anche l’alta percentuale di case in proprietà nel nostro Paese – potesse rimanere ai margini del welfare state. Ma la crisi economica ha spiazzato ogni alibi.
 
Gli sfratti con la forza pubblica sono ogni anno decine di migliaia.
Ogni giorno centinaia di famiglie rischiano di finire in mezzo a una strada.
Situazione certamente destinata a peggiorare, vista anche l’impossibilità, per tanti, troppi, di trovare o ritrovare un lavoro.
Tante famiglie, che ne erano proprietarie, svendono la loro casa e non sanno dove andare.
Edilizia pubblica, ovviamente, ferma.
Case popolari, ovviamente, lasciate al degrado da anni e generalmente poco o nulla recuperabili. Ovviamente a suo tempo pagate dai cittadini e buttate via.
 
Novara, in termini di sfratti, si distingue per essere tra le prime province italiane.
Qui siamo oltre l’emergenza, aggravata di giorno in giorno dall’arrivo dei migranti. Che sono persone a pieno titolo, con i diritti inalienabili di qualunque persona.
 
A Novara la Caritas è in prima linea e gestisce tutto quello che può, ma senza poter risolvere il problema alla base. Perché non è compito suo. Il compito è dell’Amministrazione Pubblica. La quale non sembra avere una qualche idea.
 
Civitas sta studiando il problema in relazione a:
• fermare la catena degli sfratti;
• riabilitare o abilitare edifici oggi inutilizzati.
 
Vi faremo sapere.


Novara, 15 Giugno 2105
Né di destra, né di sinistra
 
Siamo cittadini convinti che si possa amministrare con efficacia ed efficienza, oltre ogni inutile rivalità; aiutare e aiutarsi senza stucchevoli buonismi; valorizzare beni e talenti locali in ogni campo nell’interesse di tutti.
 
Siamo cittadini convinti che risolvere i problemi di una Città come Novara significa concepirla e condurla verso il futuro dentro un progetto e una finalità sostenuti da principi, valori, capacità di vedere oltre, di scegliere con coscienza, etica, fermezze e, se occorre, intransigenza. Significa saper distinguere tra obiettivi e strumenti.
 
Siamo cittadini per i quali la Politica è cosa diversa dai partiti.
 
Politica è potente immaginazione, prospettiva, visione profetica, sincerità, coerenza. Che hanno bisogno di conoscenze e cultura.
 
Politica è servire, non servirsi.
 
Siamo cittadini liberi e forti della nostra libertà dai se e dai ma dei partiti. Uniti in una associazione che si chiama CIVITAS, dove si studia, si riflette, si pensa. Per proporre vera politica e buoni progetti. Per spingere Novara nella sua legittima, possibile, meritata rinascita, con amministratori liberi e forti.
 
Civitas Novara Piemonte Italia è una associazione culturale senza fini di lucro con queste finalità:
 
Individuare nella società civile persone disponibili all’attività politica locale e nazionale; formare e preparare tali persone all’amministrazione pubblica [con letture, studi, ricerche, incontri, lezioni e seminari tenuti da esperti e da professori]; proporle al voto dei cittadini in liste civiche, indipendenti da qualsivoglia partito; sostenere le loro candidature e i compiti che dovessero essere loro affidati per elezione o per nomina.

 
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